“CHI SI ACCONTENTA GODE”… CHE E/ORRORE!

Avere dei desideri nella vita è sempre meglio che accontentarsi, anche se spesso quest’ultima sembra la cosa migliore da fare. Sapersi accontentare è spesso una necessità nell’esistenza di tutti, ma sarebbe sensato approcciare alla vita con il motto trasformato in: “Chi si accontenta, ROSICA!”.

Il desiderio

Questo articolo esplora il ruolo cruciale del desiderio come forza trainante durante l’intera esistenza di una persona. Attraverso una riflessione introspettiva e incoraggiante, analizzeremo come coltivare i propri desideri possa portare a una maggiore autoefficacia, autostima e, in ultima analisi, al successo professionale. La storia di Marco, un giovane allevatore, illustrerà concretamente questo principio.

Il desiderio: uno sguardo verso le stelle

Etimologicamente, “desiderio” evoca l’atto di “alzare lo sguardo alle stelle”. Questo concetto, apparentemente romantico, racchiude in realtà una potente spinta motivazionale. Desiderare significa proiettare il nostro sguardo, il nostro cuore e le nostre energie oltre i confini del presente. Come afferma lo psicologo Abraham Maslow, i desideri sono intrinsecamente legati alla nostra piramide dei bisogni, rappresentando l’aspirazione all’autorealizzazione e al superamento dei limiti.

Il desiderio come compagno resiliente

Il desiderio si rivela un prezioso alleato nei momenti di difficoltà e tensione. Funge da motore resiliente, spingendoci a superare gli ostacoli e a perseverare verso i nostri obiettivi. Come sostiene la teoria dell’autodeterminazione di Deci e Ryan, il desiderio, quando alimentato da una motivazione intrinseca, può trasformarsi in una forza propulsiva in grado di aprire nuove strade e orizzonti inesplorati. Il desiderio non è solo un fine, ma un mezzo per vivere appieno.

Desiderio e piacere legati indissolubilmente

Il desiderio è strettamente connesso al piacere. Quando viviamo in armonia con i nostri desideri, sperimentiamo un senso di piacere diffuso e costante. Coltivare il piacere in modo sano e consapevole è fondamentale per il nostro benessere psicologico. Lavorare sui desideri significa intraprendere un viaggio interiore, ma anche proiettarsi verso l’esterno, verso persone e obiettivi che ci appassionano. Questo processo, come teorizzato da Carl Rogers con il suo approccio centrato sulla persona, favorisce la crescita personale e l’autenticità.

Autoefficacia e autostima: i frutti del desiderio

Percepire la capacità di realizzare i nostri desideri rafforza il nostro senso di autoefficacia e, di conseguenza, la nostra autostima. Come dimostrato dalle ricerche di Albert Bandura, l’autoefficacia è un elemento chiave per il successo personale e professionale. Credere nelle nostre capacità e nel nostro potenziale ci spinge a superare i limiti e a raggiungere traguardi sempre più ambiziosi. Il desiderio, in questo senso, diventa un potente catalizzatore di crescita e realizzazione.

Un esempio concreto: la storia di Marco

Marco, un giovane con la passione per l’allevamento e uno scarso interesse per la scuola, rappresenta un esempio illuminante di come il desiderio possa trasformare una vita. La sua passione per il lavoro manuale e per la natura lo portava a sentirsi fuori posto in un ambiente scolastico tradizionale. Tuttavia, l’opportunità di frequentare un corso sperimentale di lavorazione dei prodotti caseari ha risvegliato il suo interesse e ha rivelato il suo talento.
Grazie a questo corso, Marco ha scoperto una nuova passione e ha finalmente trovato un ambiente in cui sentirsi valorizzato e riconosciuto. Per la prima volta, ha ottenuto risultati eccellenti e ha potuto esprimere il suo potenziale. Questo successo ha avuto un impatto positivo anche sulle altre materie scolastiche, portandolo a raggiungere una media altissima e a primeggiare nella sua classe. La storia di Marco dimostra come il desiderio, quando coltivato e alimentato, possa innescare un circolo virtuoso di autostima, autoefficacia e senso di gioia/piacere diffuso (felicità?).

Un modello applicabile a ogni età e contesto

La storia di Marco non è un caso isolato, né è limitata al mondo della scuola o dell’adolescenza. Il principio che la guida è universale e applicabile a ogni persona, indipendentemente dall’età e dal contesto professionale.
Coltivare i propri desideri, seguire le proprie passioni e impegnarsi in attività che ci appassionano può portare a una maggiore felicità, personale e comunitaria, a una maggiore resilienza ed a una maggiore autostima percepita.
Come ci ricorda il filosofo Nietzsche, “chi ha un perché per vivere può sopportare quasi ogni come”.

Coltivare il desiderio per un futuro di successo

Il desiderio è un motore potente che può guidarci verso la Vita Realizzata personale e professionale. Coltivare i propri desideri, alimentare le proprie passioni e impegnarsi in attività che ci appassionano è fondamentale per vivere una vita piena e significativa. La storia di Marco ci ricorda che il desiderio non è solo un sogno, ma una forza concreta che può trasformare la nostra realtà. Investire nei propri desideri significa investire nel proprio “futuro già presente”.

 

Tobia Trovato

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